Prima del 1944, la parola "genocidio" addirittura non esisteva. È un termine molto specifico, che si riferisce alla violenza di massa perpetrata contro gruppi di civili, con l'intenzione di distruggere la loro esistenza stessa. La parola è stata coniata da Raphael Lemkin, un avvocato ebreo polacco, che tentava di descrivere i feroci crimini commessi dai nazisti nei confronti degli ebrei durante l'Olocausto della Seconda Guerra Mondiale. "Geno" deriva dal termine greco per "razza" o "tribù" mentre "-cidio" fa parte della parola latina per "uccidere". Dunque, unendo i due frammenti, si ottiene "genocidio".
Da quando Lemkin ha creato il termine, il genocidio è stato definito come un crimine nel diritto internazionale nella Convenzione sulla Prevenzione e Punizione del... (ancora)
Prima del 1944, la parola "genocidio" addirittura non esisteva. È un termine molto specifico, che si riferisce alla violenza di massa perpetrata contro gruppi di civili, con l'intenzione di distruggere la loro esistenza stessa. La parola è stata coniata da Raphael Lemkin, un avvocato ebreo polacco, che tentava di descrivere i feroci crimini commessi dai nazisti nei confronti degli ebrei durante l'Olocausto della Seconda Guerra Mondiale. "Geno" deriva dal termine greco per "razza" o "tribù" mentre "-cidio" fa parte della parola latina per "uccidere". Dunque, unendo i due frammenti, si ottiene "genocidio".
Da quando Lemkin ha creato il termine, il genocidio è stato definito come un crimine nel diritto internazionale nella Convenzione sulla Prevenzione e Punizione del Crimine di Genocidio delle Nazioni Unite (1951):
"Il genocidio consiste in qualsiasi dei seguenti atti, commessi con l'intenzione di distruggere, interamente on in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale:
a) Uccidere membri appartenenti al gruppo;
b) Causare seri danni corporali o psichici a membri appartenenti al gruppo;
c) Infliggere deliberatamente sul gruppo delle condizioni di vita calcolate in modo da comportare la sua distruzione fisica, intera o in parte;
d) Imporre misure intese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;
e) Costringere forzatamente il trasferimento di bambini dal gruppo ad un altro gruppo."
Questa definizione è stata criticata da alcuni in quanto è molto difficile per i procuratori dimostrare l'"intenzione"; la frase "interamente on in parte" è poco chiara, ed i gruppi politici ne vengono esclusi. Nonostante la presenza di qualche critica e confusione, la Convenzione sul Genocidio è stata trasposta nei sistemi legali nazionali della maggior parte dei paesi. Fu solo nella metà degli anni '90, quando le Nazioni Unite crearono tribunali internazionali per l'Ex-Jugoslavia e per il Ruanda, che degli individui furono processati ed accusati per il crimine di genocidio.
I genocidi sono avvenuti durante tutta la storia del mondo, compresa la distruzione romana di Cartagine nel 146 a.C. e la distruzione di comunità indigene ed aborigene in Nord America ed in Australia durante la colonizzazione. Anche il ventesimo secolo è stato testimone di numerosi genocidi nel mondo:
Armenia (1915-1918): 1-1.5 milioni di persone uccise
Germania: (1933-1944): 6 milioni
Cambogia (1975-1979): 1.7 milioni
Bosnia (1992-1995): 200,000
Ruanda (1994): 800,000-1 milione
Darfur (2003-oggi): 200-400,000
Il crimine di genocidio è così impressionante perché coinvolge centinaia di migliaia di civili e disloca moltissime persone dalle proprie abitazioni, che devono poi diventare dei rifugiati. Quando avviene il genocidio, vi è anche diffusissima violenza sessuale contro le donne, ed i bambini possono essere separati dalle proprie famiglie o costretti ad unirsi a gruppi militari. Anche le risorse fisiche di un paese sono coinvolte, visto che la proprietà privata e pubblica, gli edifici e terreni vengono spesso usurpati o distrutti durante le violenze. Quando ha fine il genocidio, il governo e le vittime delle violenze spesso contano sulla comunità internazionale per avere sostegno e per ricostruirsi. (
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