La più grande sfida mai affrontata dalla razza umana persiste: vivere in un mondo libero dalla minaccia della violenza. La violenza non si limita ai periodi di guerra; esiste dappertutto: nelle case, nelle scuole, nella comunità. Dove c'è ingiustizia, c'è conflitto.
Il conflitto si può generalmente classificare come violento o non-violento. Il conflitto violento viene generalmente associato all'uso della forza come un mezzo per raggiungere un fine, mentre il conflitto non-violento solitamente comporta dei negoziati pacifici tra gruppi in contrasto tra loro o persino la mediazione da parte di un gruppo esterno per poter lavorare verso il raggiungimento di uno scopo compatibile, o una risoluzione. Nel corso del tempo, il conflitto non-violento può sfociare nell'uso... (ancora)
La più grande sfida mai affrontata dalla razza umana persiste: vivere in un mondo libero dalla minaccia della violenza. La violenza non si limita ai periodi di guerra; esiste dappertutto: nelle case, nelle scuole, nella comunità. Dove c'è ingiustizia, c'è conflitto.
Il conflitto si può generalmente classificare come violento o non-violento. Il conflitto violento viene generalmente associato all'uso della forza come un mezzo per raggiungere un fine, mentre il conflitto non-violento solitamente comporta dei negoziati pacifici tra gruppi in contrasto tra loro o persino la mediazione da parte di un gruppo esterno per poter lavorare verso il raggiungimento di uno scopo compatibile, o una risoluzione. Nel corso del tempo, il conflitto non-violento può sfociare nell'uso della forza se non si raggiunge un compromesso.
La maggior parte della violenza nella nostra società deriva da un oppressivo sistema sociale di potere che rinforza le differenze tra i gruppi e permette ad un gruppo di esercitare il potere o dei privilegi su un altro gruppo. Le donne, le persone di colore, gay e lesbiche, le minoranze religiose, i poveri e la classe operaia, le persone con handicap ed i giovani tendono ad essere gruppi non al potere. (Ciò non vuol dire che tali gruppi non abbiano forza di volontà, o che non siano in grado di esercitare il potere sugli altri, ma piuttosto che hanno un limitato potere a livello di istituzioni.)
Gli attivisti e ricercatori per la pace credono che l'impulso per combattere non possa sparire senza rivolgersi alle forze motivatrici del conflitto: tra queste vi è la ricerca del potere. I conflitti a livello locale ed internazionale derivano dallo sfruttament, dalla povertà, governi corrotti, scarsità di risorse, e credi intolleranti e che sminuiscono l'umanità. Finché il sistema globale si fonderà su rapporti al limite dello sfruttamento, oppressivi e gerarchici, vi sarà conflitto. Un'altra teoria prevalente del conflitto afferma che il conflitto è inerente e costante, ma quando gestito sapientemente può essere una forza produttiva.
Lo studio della pace e del conflitto esplora le cause ed i fattori che contribuiscono alla violenza, comprese le tensioni all'interno, ma anche tra, le nazioni (alle quali ci si riferisce comunemente come conflitto intra- o interstatale, rispettivamente), guerra, scontri etnici/culturali, terrorismo (domestico e straniero), militarismo e genocidio. Gli studi sulla pace e sul conflitto esaminano anche le condizioni necessarie per stabilire una pace ed uno sviluppo sostenibili, esplorando al contempo gli elementi intrinseci alla società civile.
Attraverso la creazione della pace, la diplomazia preventiva e vari altri mezzi, le Nazioni Unite, insieme ad un consorzio di organizzazioni internazionali (chiamati solitamente ONG) lavorano per prevenire e risolvere i conflitti mortali in tutto il mondo, e per promuovere una pace duratura nelle società appena uscite dalla guerra. "Nessun compito è più fondamentale alle Nazioni Unite della prevenzione e risoluzione del conflitto mortale", disse il Segretario Generale Kofi Anan nel 2005.
A livello locale, vi sono molte organizzazioni di società civle che lavorano direttamente con le loro comunità per contrastare il conflitto attraverso delle strategie di prevenzione, che consistono in campagne educative ma anche servizi di sostegno per coloro che sono stati toccati dalla violenza. Sia a livello individuale che di gruppo, tutti hanno la responsabilità di promuovere una cultura di pace, e risolvere le divergenze senza finire nel conflitto. Argomenti che vengono esplorati più in dettaglio in questa sezione sono: la costruzione della pace, la giustizia ed il castigo, la violenza giovanile, il controllo delle armi, i bambini delle guerre, e al governanza attraverso valori positivi. (
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